Gioacchino Genchi accusa

March 3, 2009
 
 Echo di un post sul blog di Beppe Grillo
 
 

video_genchi.jpg

 
Intervista a Gioacchino Genchi

Questa è un’intervista che non si può commentare.
Beppe Grillo.

Intervista a Gioacchino Genchi:

"Io svolgo l’attività di consulente tecnico per conto dell’autorità giudiziaria da oltre vent’anni, lavoro nato quasi per caso quando con l’avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero la possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste figure.
Per cui per l’accertamento della verità, nel processo penale, accertamento della verità significa anche a favore dell’indagato o dell’imputato, il Pubblico Ministero non ha limiti nella scelta delle professionalità di cui si deve avvalere. Io ho fatto questa attività all’interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Abbiamo svolto importanti attività con Arnaldo La Barbera, con Giovanni Falcone poi sulle stragi. Quando si è reso necessario realizzare un contributo esterno per il Pubblico Ministero, contenuto forse scevro da influenze del potere esecutivo, mi riferisco a indagini su colletti bianchi, magistrati, su eccellenti personalità della politica, il Pubblico Ministero ha preferito evitare che organi della politica e del potere esecutivo potessero incidere in quelle che erano le scelte della pubblica amministrazione presso la quale i vari soggetti operavano.
Nel fare questo ho fatto una scelta deontologica, cioè di rinunciare alla carriera, allo stipendio, per dedicare tutto il mio lavoro al servizio della magistratura. Questa scelta, anziché essere apprezzata è stata utilizzata dai miei detrattori che fino a ieri mi hanno attaccato in parlamento, al contrario.

Il ministro Brunetta non poteva non riferire che la concessione dell’aspettativa non retribuita che io avevo chiesto era perfettamente regolare, è stata vagliati da vari organi dello Stato, dal Ministero dell’Interno, dal Ministero della Funzione pubblica e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri di Berlusconi, la stessa che mi ha attaccato in maniera così violenta e così assurda dicendo le fandonie che hanno fatto ridere gli italiani perché tutto questo can can che si muove nei miei confronti, questo pericolo nazionale, cioè una persona che da vent’anni lavora con i giudici e i Pubblici Ministeri nei processi di mafia, di stragi, di omicidi, di mafia e politica più importanti che si sono celebrati in Italia, rappresenta un pericolo.

Forse per loro! Per tutti quelli che mi hanno attaccato perché poi la cosa simpatica (è chiaro che ora sto zitto, non posso parlare sono legato al segreto) ma mi scompiscio dalle risate perché tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da Farina a Luca Fazzo a Lionello Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa Ruotolo, sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando. Questo è l’assurdo!

Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da Rutelli a Martelli, Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che comunque sono entrate nell’ottica della mia attività. Martelli nei computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di Saladino usciva dalle intercettazioni di Saladino, Mastella per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha fatto il comunicato, cose da ridere! Tra l’altro questi non hanno nemmeno la decenza di far apparire un’altra persona.

No, compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno titolo nell’indagine. Questo è assurdo. Io continuo a ridere perché il popolo italiano che vede questo grande intercettatore, che avrebbe intercettato tutti gli italiani, ma che cosa andavo ad intercettare agli italiani? Per farmi sentire dire che non riescono ad arrivare alla fine del mese? Per sentir dire che i figli hanno perso il posto di lavoro o che sono disoccupati? Che c’è una crisi economica? Ma perché mai dovrei andare ad intercettare gli italiani? Ma quali sono questi italiani che hanno paura di Gioacchino Genchi?

Quelli che hanno paura di Gioacchino Genchi sono quelli che hanno la coscienza sporca, e quelli che hanno la coscienza sporca sono quelli che mi hanno attaccato. E con questo attacco hanno dimostrato di valere i sospetti che io avevo su di loro. Anzi, più di quelli di cui io stesso mi ero accorto, perché devo essere sincero, probabilmente io avevo sottovalutato il ruolo di Rutelli nell’inchiesta Why not.

Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si è comportato come si è comportato. Quando ci sarà la resa della verità chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati… chiariremo tutto! Dalla prima all’ultima cosa. Questa è un’ulteriore scusa perché loro dovevano abolire le intercettazioni, dovevano togliere ai magistrati la possibilità di svolgere delle intercettazioni considerati i risultati che c’erano stati, Vallettopoli, Saccà, la Rai eccetera, la procura di Roma immediatamente senza problemi però apre il procedimento nei confronti del dottor Genchi su cui non ha nessuna competenza a indagare, perché la procura di Roma c’entra come i cavoli a merenda. C’entra perché l’ex procuratore generale di Catanzaro ormai fortunatamente ex, ha utilizzato questi tabulati come la foglia di fico per coprire tutte le sue malefatte e poi le ha utilizzate come paracadute per non utilizzarle a Catanzaro, dove probabilmente il nuovo procuratore generale avrebbe immediatamente mandato a Salerno.
Perché in quei tabulati c’è la prova della loro responsabilità penale. Non della mia. Quindi, non li manda a Salerno che era competente, non li manda al procuratore della Repubblica di Catanzaro che avrebbe potuto conoscere quei tabulati e quello che c’era, non li manda al procuratore della Repubblica di Palermo dove io ho svolto tutta la mia attività ma li manda a Roma che non c’entra niente.

Quindi si va a paracadutare questi tabulati sbagliando l’atterraggio perché in una procura che non ci azzecca nulla. Perché tra l’altro in quei tabulati c’erano delle inquisizioni che riguardavano magistrati della procura della Repubblica di Roma! Su cui stavamo indagando. Ora la procura di Roma indaga su di me e sui magistrati della procura della Repubblica di Roma. Si è ripetuto lo scenario che accadde tra Salerno e Catanzaro e si è ripetuto lo scenario che era già accaduto tra Milano e Brescia all’epoca delle indagini su Di Pietro. Con la sola differenza che all’epoca si chiamava Gico l’organo che fece quelle attività, adesso si chiamano Ros, ma sostanzialmente non è cambiato nulla.

In ultima analisi dico che io sono comunque fiducioso nella giustizia. Hanno cercato di mettermi tutti contro, hanno cercato di dire ad esempio, nel momento in cui c’era un rapporto di collaborazione con la procura di Milano anche fra De Magistris e la procura di Milano, un’amicizia personale fra De Magistris e Spataro, che siano stati acquisiti i tabulati di Spataro. Assurdo! Non è mai esistita un’ipotesi del genere. Nemmeno per idea! Come si fa a togliere a De Magistris l’appoggio della magistratura associata? Diciamo che ha preso i tabulati di Spataro. Come si fa a mettere il Csm contro De Magistris? Diciamo che ha preso i tabulati di Mancino.

Adesso i Ros dicono che nei tabulati che io ho preso ci sono, non so quante utenze del Consiglio superiore della magistratura. Non abbiamo acquisito tabulati del Csm, sono i signori magistrati di cui abbiamo acquisito alcuni tabulati, quelli sì, tra cui alcuni della procura nazionale antimafia ben precisi, due, solo due, che hanno contatti col Csm.

Ha inquisito il Quirinale! Ma quando mai? Se però qualcuno del Quirinale ha chiamato o è stato chiamato dai soggetti di cui ci siamo occupati validamente, bisogna vedere chi dal Quirinale chi ha avuto contatti con queste persone, ma io non ho acquisito i tabulati del Quirinale. A parte che se fosse stato fatto sarebbe stata attività assolutamente legittima perché, sia chiaro, le indagini in Italia non si possono fare soltanto nei confronti dei tossici e magari che siano pure extracomunitari, oppure quelli che sbarcano a Lampedusa nei confronti dei quali è possibile fare di tutto, compresa la creazione dei lager.

La legge è uguale per tutti. Tutti siamo sottoposti alla legge! Perché sia chiaro. Questo lo devono capire. Nel momento in cui a questi signori li si osa sfiorare solo da lontano, con la punta di una piuma, questi signori si ribellano e distruggono le persone che hanno solo il coraggio di fare il proprio lavoro.
Gli italiani questo l’hanno capito. E hanno capito che questo dottor Genchi di cui hanno detto tutte le cose peggiori di questo mondo… e io adesso pubblicherò tutti i miei lavori, dal primo sino all’ultimo pubblicherò tutte le sentenze della Corte di Cassazione, delle Corti d’Appello, delle Corti di Assise, dei tribunali che hanno inflitto centinaia e centinaia di anni di carcere col mio lavoro.
Ma le sentenze di cui io sono più orgoglioso non sono le sentenze di condanna, ma sono le sentenze di assoluzione! Sono quelle persone ingiustamente accusate anche per lavori fatti dal Ros che sono state assolte grazie al mio lavoro e che rischiavano l’ergastolo! E che erano in carcere. Persone che erano in carcere perché avevano pure sbagliato l’intestatario di una scheda telefonica. E adesso questi signori vengono ad accusare me di avere fatto lo stesso lavoro che loro… ma non esiste completamente!
Tutte queste fandonie e la serie di stupidaggini che sono state perpetrate addirittura in un organismo che è il Copasir! Che si deve occupare dei servizi di vigilanza sulla sicurezza, non sui consulenti e sui magistrati che svolgono la loro attività sui servizi di sicurezza! Noi abbiamo trovato delle collusioni di appartenenti ai servizi di sicurezza, con delle imprese che lavorano per i servizi di sicurezza, che lavorano nel campo delle intercettazioni, che costruiscono caserme con appalti dati a trattativa privata per milioni di euro, noi stavamo lavorando su quello! Stavamo lavorando su quello e ci hanno bloccato perché avevano le mani in pasta tutti loro! Questa è la verità.

Questa è la verità e adesso mi hanno pure dato l’opportunità di dirla perché essendo indagato io non sono più legato al segreto perché mi devo difendere! Mi devo difendere con una procura che non ci azzecca nulla con la competenza, la procura di Roma, mi difenderò alla procura di Roma.

Però sicuramente la verità verrà a galla! E non ci vogliono né archivi né dati perché sono tre o quattro cose molto semplici. Le intercettazioni di Saladino utili saranno una decina, quando fu intercettato prima che De Magistris iniziasse le indagini, ma sono chiarissime! E l‘attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D’Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D’Amelio numero diciannove dov’è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l’ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l’occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D’Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata."

Crisi e responsabilita’

November 5, 2008

 

 

E parliamo della crisi allora. Ci hanno spiegato che :

  1. sono stati concessi mutui a gente che secondo ogni logica non sarebbe stata in grado di arrivare a fine fnanziamento senza dei problemi, considerando che i tassi non potevano far altro che salire e che la crescita immobiliare era fondamentalmente una bolla e quindi destinata a sgonfiarsi se non ad esplodere piu’ o meno velocemente.
  2. questi mutui sono stati spezzettati e infilati in altri agglomerati a formare titoli eterogenei, magari ripetendo piu’ volte l’operazione
  3. i prodotti finali vengono scambiati abitualmente tra le banche
  4. i problemi nella solvibilita’ di ogni mutuo si ripercuotono lungo tutta la catena
  5. come se non bastasse il non sapere dove siano questi titoli spazzatura ha determinato sospetto tra le banche che nel dubbio considerano tutto spazzatura
  6. e a quanto pare gli istituti di credito senza prestito interbancario durano poco
  7. quindi o si fallisce o si viene nazionalizzati.

Le cause.

Ci e’ stato detto che la crisi e’ sistemica, e che non c’e’ un vero colpevole. Ne so poco di economia ma questo mi sembra un falso, quando le banche hanno impacchettato questi mutui dentro titoli a cui non hanno associato il corretto livello di rischio, hanno commesso quello che e’, o dovrebbe essere, un reato. A me l’origine, il nocciolo e le responsabilità della crisi sembrano tutte lì. Che poi se andiamo a stringere il truffatore che ti rifila il pacco all’autogrill, non e’ diverso da questa gente se non per notorieta’ del nome, abbigliamento, capitalizzazione, e tipo del pacco.

Le soluzioni.

Tutte le vie d’uscita ipotizzate passano per il salvataggio delle banche da parte dei contribuenti: comprando i titoli spazzatura, immettendo o garantendo la liquidita’, oppure direttamente nazionalizzando le banche in difficolta’. Segue la conferma del fatto che quando c’e’ da guadagnare il "socialismo" e’ una bestemmia, mentre quando c’e’ da rimettere a posto i danni, quello che lo stato realizza e’ una socializzazione delle perdite, magari utilizzando un’altra parola.

E non c’e’ nemmeno alternativa, perche’ alle banche viene dato indirettamente in mano il sistema imprenditoriale del paese, per cui non sarebbero solo loro a fallire. In questo modo le banche sono in una situazione in cui creano un problema ma non ne pagano lo scotto; non solo, la crisi che hanno generato e’ di qualche ordine di grandezza superiore al guadagno che hanno avuto. I ricavi sui subprime sono stati gia’ messi a bilancio e i loro effetti si vedranno col tempo ma i top manager prendono subito premi per questo, e tutti questi soldi sono comunque una goccia rispetto ai danni della crisi innescata, ma in fondo al truffatore non importa, il suo conto corrente e’ cresciuto, tanto basta. A lui.

 

[L’articolo e’ stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale]

Coerenza e contraddizioni

July 3, 2008

Seguendo blog che potremmo definire tendenzialmente "di destra" (in questo post per esempio) e’ normale, o quantomeno verosimile, aspettarsi attacchi piu’ o meno giustificati a concetti e quindi anche a persone di sinistra. Berlusconi ha martellato per 15 anni sul pericolo rosso e adesso giustamente qualcuno e’ spaventato.

Viene pero’ il dubbio sul perche’ persone come Di Pietro siano entrate cosi’ velocemente ai primi posti nella classifica dei piu’ odiati. Ma un qualsiasi FassinoDalemaRutelli non ha piu’ geni "comunisti"  dell’ex magistrato ? Perche’ un Travaglio e’ piu’ odiato di un Bertinotti ? Troppo facile la risposta: Travaglio traduce in poche parole i processi in corso del Premier, sintetizza la continuita’ dei suoi attacchi alla magistratura correlando questo suo impegno alla sua storia processuale. Anche io vedrei come fumo negli occhi uno che metta in piazza i miei problemi. Anche io ….. se fossi Berlusconi.

Si perche’ il mio dubbio e’ su chi parla del pericolo rosso e poi attacca ferocemente persone che fondamentalmente nascono a destra. Perche’ ? L’immagine che mi viene alla mente e’ quella del bambino che si tura le orecchie e urla per non ascoltare.

Prendi una qualsiasi persona che guarda troppa tv, ed e’ stata convinta che il livello di criminalita’ in Italia sia altissimo (anche se le statistiche del ministero degli interni sono parecchi anni che danno quasi tutti gli indicatori in lenta diminuzione), ecco questa persona magari votera’ destra perche’ storicamente la questione "sicurezza" e’ una priorita’ di quello schieramento. Poi per sbaglio gli capita di ascoltare un Travaglio che spiega come il governo stia approvando una legge che blocca (e praticamente cancella data la prescrizione) un buon quantitativo di processi, includendo quelli per reati che tanto spaventano.

Ma come dovrebbero reagire queste persone ? Ecco a me viene in mente il bambino di prima.
C’e’ poi il bambino un po’ piu’ cresciutello in altra situazione che dice "il professore ce l’ha con me, mi ha preso di mira".

 

PS: riguardo la correlazione tra’ la storia politica e quella giudiziaria di Berlusconi questo post di Travaglio sembra abbastanza completo http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1949604.html

 

 

Bush in Europa

June 16, 2008

Il presidente degli Stati Uniti d’America e’ in Europa per un’ultima visita prima della fine del suo secondo mandato.

Stavo pensando se non fosse piu’ appropriata una visita in un mercato di Baghdad, per salutare il popolo che grazie a lui adesso e’ libero.

Ipotesi folle ? Lo credo anche io. Sulla base di questo chiediamoci allora come saranno ricordati i due mandati di Bush.

Le mani nelle tasche degli italiani

June 10, 2008

Vorrei dire la mia riguardo alle famose mani nelle ancora piu’ famose tasche degli italiani: per esempio il famoso "prelievo forzoso" del 6 per mille dai conti correnti degli italiani da parte del governo Amato nel 1992, o anche soltanto un aumento generico di una tassa.

Parlando di mani nelle tasche degli italiani si osserva la cosa da un punto di vista secondo me sbagliato, chi ci chiede soldi e’ lo Stato, cioe’ noi, omettere il soggetto significa vedere lo Stato come "altro" e non come se stessi.

Proviamo allora a vedere lo Stato come "altro" : con che diritto ci chiede soldi ? Semplice per ripagare un debito contratto, il famoso debito pubblico. Vogliamo provare a contestare il debito ? Non si puo’, i soldi sono stati gia’ spesi ("qualcuno se li e’ gia’ mangiati" si potrebbe dire).

Come sa chiunque abbia un debito o almeno un cervello, i debiti bisogna pagarli, non si possono evitare, si puo’ pensare di rimandare il problema ma e’ spesso una soluzione peggiore del male dato che la quantita’ totale di interessi che si versano aumentera’ (ogni riferimento all’ultima operazione Tremonti-Banche per il rifinanziamento dei mutui e’ puramente voluto)

Quello che rimane da fare e’ controllare costantemente il governo e contestare sprechi e spese che non si vuole sostenere.

Abbiamo a quel punto varie categorie di governanti:

  1. Quelli che spendono bene, di cui per definizione non ci lamentiamo. Potremmo dire che questa categoria e’ mitologica ma sappiamo che popoli che sono mediamente soddisfatti dei propri governanti ci sono, magari non sono tanti ma in linea di massima esistono e condividono le scelte di chi eleggono.
  2. Poi ci sono quelli che investono le risorse del paese in maniera che non condividiamo, ma qui’ il discorso si fa lungo, quello che e’ giusto per uno comunista come me magari non e’ giusto per un liberista.
  3. Ultima categoria, quelli che sprecano per incapacita’ o per dolo le risorse. La soluzione sarebbe semplice se non fosse che ci si deve prima di tutto informare dettagliatamente per sapere chi NON votare, e poi bisognerebbe avere una legge elettorale che permettesse di decidere le persone (al momento in Italia sono le segreterie di partito che decidono i candidati). Quello che in sostanza vorrei dire e’ che "chi mette le mani nelle tasche degli italiani" sono i governanti che spendono, soprattutto quelli che spendono quello non c’e’ nelle casse dello stato.

Comunque possiamo dividere i governanti in due altre tipologie: quelli che contraggono debiti e quelli che li ripagano, e questi ultimi hanno una sola maniera di ripianare un debito, farlo ripagare a chi l’ha contratto.

 

Teoria dei sistemi

May 27, 2008

Ci sono discipline come la teoria dei sistemi e controlli automatici che si studiano in facolta’ tipo ingegneria, matematica fisica ma che sono applicabili anche ad ambienti apparentemente lontani come meteorologia, medicina o biologia, magari con minore approfondimento teorico.

Uno dei concetti piu’ importanti e’ quello di retroazione: scopo principale della retroazione negativa e’ quello di rendere stabili i sistemi. Il sistema retroazionato e’ quello che considera i propri risultati per il proprio esercizio, usando linguaggi di altri ambiti si potrebbe dire che il sistema fa autocritica.

Se consideriamo la libera informazione e una giustizia funzionante come anelli di retroazione del sistema societa’, possiamo allora provare ad applicare i concetti della teoria dei sistemi.

Se l’informazione non e’ libera, cioe’ se e’ controllata dal sistema che dovrebbe regolare, allora il suo potere stabilizzante sara’ inesistente.

Se i tempi della giustizia sono eccessivi il suo effetto sara’ in larga parte vanificato. I sistemi automatici sono utilizzati pesantemente in ambito militare, pensate per esempio ad un sistema di puntamento antiaereo che rileva e corregge le coordinate di tiro solo 5 minuti dopo la lettura ! Oppure pensate ad una banale pentola a pressione che apre la sua valvola di sicurezza 10 minuti dopo il raggiungimento della temperatura critica.

Il sistema non stabilizzato o regolato male, si autodistruggera’.

Pensate ad un parlamentare, ad un amministratore pubblico che lavora male, se c’e’ un’informazione controllata dall’amministratore stesso, che probabilita’ ci sono per l’elettore di sapere come si comporta il suo eletto ? E quindi che alle successive elezioni "l’errore" possa essere corretto ?

Pensate a chi tra un intrallazzo e l’altro arriva fino ai vertici del potere, la macchina della giustizia e’ talmente intasata che le prime sentenze di condanna, se tutto va bene, arriveranno solo quando il disonesto in questione sara’ ormai intoccabile.

E forse non e’ nemmeno un caso se i temi dei due Vday di Beppe Grillo siano proprio giustizia e informazione.

Lotta comunista e il XXI secolo

May 24, 2008

Lotta comunista e’ un movimento/partito (wikipediaedizioni lotta comunista) "ispirato al pensiero di Karl Marx e Lenin".

Ora io inizialmente non mi sono sentito lontano da queste persone perche’, con le dovute ridefinizioni dei concetti di classi, sfruttamento e di conflitto, le ingiustizie si riconoscono ancora abbastanza bene. E allora ho cercato di interessarmi un po’, sono stato invitato e sono andato ad un loro incontro organizzato in un teatro romano in occasione del primo maggio.

Il linguaggio era quello di un secolo e mezzo fa: evvabbeh cerchiamo di badare al sodo, in fondo anche Grillo nasconde alcune istanze sacrosante dentro il linguaggio di un quindicenne che offende sui commenti di youtube.

La strategia d’azione …. non l’ho capita. Un compagno dell’Alitalia spiega in maniera condivisibile l’evoluzione della trattativa e poi alla fine tutto quello che capisco e’ che data la situazione bisogna "ripartire dai redditi", saro’ stato distratto io.

Parla un’altra persona, mi sembra una specie di capo, e comincia dicendo quello che lotta comunista NON E’: non e’ lotta per l’ambiente, non e’ difesa della donna, non e’ la giustizia, non e’ …. insomma tutta una serie di argomenti nel tempo divenuti parte del DNA di quella cosa informe che chiamiamo "sinistra". Peccato tanti punti di potenziale contatto spariscono in un attimo.

Ma c’e’ invece una cosa che si capisce molto bene. Lotta comunista non e’ interessata ad entrare in parlamento. Perche’ non si combina niente, perche’ sono tutti uguali, perche’ tanto loro sono un movimento internazionale e i problemi soprattutto sono globali.

Insomma Alitalia viene schiacciata da dinamiche di mercato e dagli amministratori statali che la dirigono verso il fallimento. E loro che fanno ? Dicono che si deve ripartire dai redditi ! Gli chiedi di arrivare in parlamento per realizzarla quella cosa (nella speranza che sia possibile) e loro dicono no, perche’ non si mischiano che i politicanti.

Ma allora sono piu’ concreti quelli dei centri sociali dove tra’ un concerto e una canna si fa attivita’ culturale.

Lotta comunista mi sembra soltanto un esercizio di stile sul comunismo.

Falce e martello

May 15, 2008

Una delle cose che mi rifiuto di accettare e’ il passaggio diretto dal successo elettorale alla validita’ delle idee. E’ come dire che se due persone vengono alle mani allora quello che rimane in piedi ha ragione. Stefano sostiene qui che "la lotta di classe non esiste più".

Be io non ci sto !

Vogliamo dire che gli esponenti di sinistra sono stati incapaci di portare avanti il programma ? O addirittura complici di berlusconi ? Diciamolo.
Vogliamo dire che il “linguaggio” di tali personaggi sia adatto al solo XIX secolo ? O addirittura che siano semplicemente incapaci di comunicare ? Diciamolo non c’e’ problema.
Ma se gli “operai” si sono differenziati in tante categorie precarie in tanti settori e non hanno una sola identificazione, non significa mica che non ci sia comunque una massa di lavoratori sfruttata da una minoranza che campa di rendita.
E se non si riesce a vedere gli sfruttati qui’ da noi, magari puo’ aiutare guardare la cosa dal punto di vista globalizzato, noi come i pochi privilegiati e cindia come la massa di schiavi.

 (si, il primo commento al post di Stefano e’ il mio)

"nessun passato può fare da modello a questi tempi" ?

Si proponga un nuovo modello, almeno migliore dell’alzare bandiera bianca e consegnarsi senza condizioni.

Una delle differenze difficili da vedere

May 14, 2008

L’Italia si avvia a vivere altri 5 anni di Berlusconi e di Berlusconismo. Se siamo a questo punto forse e’ anche perche’ hanno prevalso gli indifferenti

E per indifferenti intendo anche quelli che non vogliono fare lo sforzo di cercare la differenza, quelli per i quali "tanto sono tutti uguali", quelli per i quali "se Beppe ha detto che sono tutti uguali e non vale la pena di votare allora ci credo"

Beppe (Grillo) ma perche’ non entri in politica ? Io ti voterei

altrimenti forse e’ meglio se stai zitto, mi riferisco a quando dici che sono tutti uguali, e che quindi e’ meglio astenersi. La mia idea e’ che il centrosinistra ha perso alle ultime elezioni anche grazie a te, cioe’ grazie al tuo appello si e’ astenuta piu’ gente che avrebbe votato centrosinistra

quale e’ la differenza tra’ sinistra e’ destra ?
Permettimi la citazione
http://www.beppegrillo.it/2008/04/domani.html
relativamente ai pregiudicati si legge
"I 70 neo eletti sono così ripartiti:
- PDL 45 (proposti 56)
- PD 13 (proposti 18)
- Lega Nord 7 (proposti 8 )
- UDC – Rosa Bianca 5 (proposti 9 )  "

se non riesci a vedere la differenza tra i due schieramenti ti aiuto io, lo strumento da utilizzare e’ l’operatore di sottrazione aritmetica
io rilevo una certa differenza (anche in percentuale), differenza rilevabile anche prima delle elezioni

 45+7=52
52-13=39 (ecco il magico strumento, con il sorprendente risultato)

dove sbaglio se dico che abbiamo un parlamento con 39 condannati in piu’ anche grazie a te ?

Il manifesto

May 13, 2008

Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia.

L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva; e la massa ignora, perché non se ne preoccupa: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi da fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto ad ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano.

Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Antonio Gramsci

Get free blog up and running in minutes with Blogsome
Theme designed by Viewfinder Design